Perchè maen design

Il Ma (間)

'Intervallo', 'spazio' ma anche 'pausa'
o 'spazio vuoto tra due elementi strutturali'.
Il Ma è un concetto estetico, filosofico e artistico che
compare di frequente nella quotidianità giapponese...

Ma_Japan

Il concetto occidentale di spazio, tridimensionale, è piuttosto diverso da quello tradizionale giapponese, in cui esso diventa quadridimensionale grazie all’aggiunta di una quarta dimensione, il tempo. Lo spazio in Giappone non è mai stato compreso come un fattore fisico.

La vaghezza dello spazio, la compenetrazione di dentro e fuori che combina elementi opposti e contraddittori è presente da sempre nell’architettura tradizionale giapponese e si lega ad un concetto cardine che è quello della simbiosi.

La simbiosi è una relazione tra elementi opposti e si basa sulla necessità delle parti di comprendersi, pur restando contraddittorie. La condizione che consente la relazione simbiotica è l’esistenza tra le parti di uno spazio intermedio o terza regione, la cui origine filosofica è nel concetto di vuoto o intervallo: il.

Quando c’è il vuoto può succedere tutto. Ma è sempre nel mezzo, è l’intervallo tra due cose, lo spazio tra due oggetti, il silenzio tra un suono e l’altro. É ciò che arricchisce il significato di una frequenza. Ma indica sia la distanza nello spazio (una zona neutra) che una distanza nel tempo (un tempo di raffreddamento, ad esempio). Possiamo descriverlo come la “zona grigia” nel tempo.

Uno degli aspetti più importanti dell’architettura giapponese è il modo di disporre le stanze all’interno dell’edificio, modo questo che non risponde solo a criteri funzionali, ma che cerca di soddisfare fattori estetici che non possono essere spiegati in termini di pura e semplice funzionalità. È per questo motivo che all’interno dell’architettura classica giapponese troviamo degli spazi privi di ogni apparente funzionalità: spazi silenziosi per appartarsi o per favorire la concentrazione, quali l’engawa (la veranda che corre attorno alla casa), il tokonoma (l’alcova d’onore) e lo shoin (lo studio).

Nella casa giapponese, infatti, il Ma rappresenta lo spazio spirituale nel quale l’individuo può riposare la mente, stare in isolamento ed in perfetta armonia con ciò che c’è e ciò che non c’è, tra ciò che esiste e ciò che non esiste. Lo spazio della casa giapponese non è definito da muri e da rigide separazioni, ma solo da colonne o pilastri che ne stabiliscono la forma. Gli spazi interni sono collegati sempre con l’esterno tramite balconi, verande o corridoi aperti (En) per provocare una fusione tra esterno ed interno, formando così un continuum spaziale, tipico del luogo destinato, per esempio, alla cerimonia del tè (茶道).

Nell’abitazione tradizionale giapponese tutto è calma, ombra, silenzio, poiché i ma sono ritenuti spazi carichi di significati spirituali e filosofici, in grado di soddisfare il riposo mentale e l’isolamento dell’individuo. L’importanza attribuita a questo bisogno di intimità e quiete viene enfatizzata anche nel carattere di una persona, la quale, se priva di queste caratteristiche, viene definita “priva di Ma” e bollata come manuke (persona stolta). Il termine ma-dori infatti (letteralmente “via del ma“) viene utilizzato per indicare la pianta di un edificio e la sua disposizione interna e sta quindi ad interpretare il ruolo di design.

[Articolo a cura di Scilla Iacutone, consultabile qui, integrato con il contributo Atsushi Maruyama]

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